2017 - Mimma Pasqua: Fra sogno e realtà - nicoletta veronesi

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La guardo mentre scavalca senza fatica la poltrona di un teatro per raggiungere gli amici sulla fila davanti e poi seguire con curiosità e crescente attenzione la conferenza. È scattata la condivisione e la sintonia e, una volta a casa, il passo seguente sarà un messaggio con la segnalazione di un libro sull'argomento. Penso che il carattere pragmatico organizzativo, che denota una buona presa di realtà sia uno degli aspetti peculiari della personalità di Nicoletta Veronesi. Il suo volo, simboleggiato da un drone con fattezze umano che si libra nel cielo, ha sempre un punto di approdo nelle vicinanze: un palazzo con finestre aperte sul mondo. La capacità di rendere poetica la tecnologia (il drone ne è un simbolo) e di umanizzarla è evidente. Del pari l'aderenza alla fattività manuale, per esempio l'uso del collage in composizioni diaristiche con elementi vegetali, sembra voler arginare la pratica usuale della tecnica digitale. In alcuni casi l'artista simula il ricamo con un'originale forma di grafismo ottenuta con strumenti che sostituiscono la matericità dei colori acrilici. La ricerca di NV mostra da sempre la sua preferenza per i colori primari e forme di gusto primitivistico che le hanno permesso di sviluppare un linguaggio narrativo prossimo per certi aspetti alla tecnica del fumetto. Scene da un sogno si potrebbero intitolare i suoi lavori e il loro carattere fiabesco si rivela nella scelta dei soggetti: elfi, fate, dee/regina. Una sorta di campionario di simboli e metafore attraverso cui si manifesta un inconosciuto mondo ricco di elementi fantasmatici e un desiderio di fuga dalla quotidianità in cui affiora una forte carica vitale e sensuale. I personaggi agiscono le loro storie in ambienti naturali, spesso immersi in acque rigeneranti da cui sembrano sorgere come veneri botticelliane, ma anche in contesti urbani, questi ultimi con connotazioni oniriche ( l'uomo/ drone che come l'angelo di Wim Wenders in " Cielo sopra Berlino" vola invisibile sulla città e solo gli occhi del sogno lo possono vedere). A volte sono gli incubi e le paure ad emergere in composizioni di allarme col desiderio di fuggire da immaginarie prigioni. Affrontare il vuoto può essere impresa ardua e generare sofferenza e allora è bene farlo con la modalità di un horror vacui fatto di improbabili fiori, che a guisa di ex voto presenziano scene di dee generatrici che nascono dall'acqua e che neutralizzano i mostri incatenandoli. Sono personaggi in attesa. Forse in attesa di quel momento imprecisato fra la notte e il giorno: dell'alba. È allora che le ombre appaiono allo sguardo trasognato e immoto, trasportato in un mondo altro in un fermo immagine che blocca il tempo. Bisogna svestirsi dei colori che attraggono l'occhio e saturano lo sguardo per creare il vuoto che accolga le ombre all'alba, grigie sagome incolori. Memorie che affiorano in una lenta processione. Nel silenzio impalpabile anche l'acqua di Stige ha sospeso gorghi e tremolii leggeri. Sono corpi senza peso, anime vaganti che come un coro greco annunciano e commentano una tragedia di cui sono spettatrici e attrici: la comparsa dell'ombra nigra, che appare minaccia castrante da accogliere, che non torni più agguerrita a disturbare il sonno. Non sarà sola. A farle compagnia e forse guardiane di pericolosità saranno le ombre amiche: gli spiriti all'alba. È allora che lo spirito fugace si placa perchè lo sguardo possa contemplare impavido l'inizio e la fine di ogni cosa e compiere infine quel viaggio nell'ignoto mondo dell'Ade che sempre i poeti tentarono con miti rassicuranti e che l'arte di Nicoletta Veronesi trasforma in voli non dimentichi di quella realtà che è vita e poesia.                                                                                                                                     Mimma Pasqua


Between dream and reality 

I watch her effortlessly climbing the chair of a theater to join us friends on the row ahead and then following with curiosity and growing attention the conference. Sharing and tuning clicked among us all and, once at home, the next step will be her message reporting the title of a book on the subject. I think the pragmatic / organizational character, denoting a good grip of reality is one of the peculiar aspects of Nicoletta Veronesi’s personality. Her flight, symbolized by a drone with human features hovering in the sky, always has a landing point nearby: a building with open windows on the world. The ability to make technology poetic (the drone is a symbol) and to humanize it it’s obvious. At the same time the adherence to the manual facticity, for example the use of collage in diary compositions with vegetal elements, seems to stem the usual practice of the digital technique. In some cases the artist simulates the embroidery with an original graphic form obtained with instruments and replaces the materiality of acrylic colors. Nicoletta Veronesi’s research has always shown her preference for primary colors and for shapes of primitivist taste which have allowed her to develop a narrative language close, in some respects, to the technique of comics. “Scenes from a dream” could be the right title for her later works, and their fairy-tale character is revealed in the choice of the subjects: elves, fairies, goddesses / queens. A sort of collection of symbols and metaphors through which is manifested an unknowable world full of fantasy elements and of a desire to escape from everyday life in which emerges a strong and sensual vital charge. The characters act their stories in natural environments, often immersed in regenerating waters from which seem to rise like Botticelli’s Venuses, but also in urban areas, the latter with dreamlike connotations (the man / drone that as the angel of Wim Wenders in the movie " Wings of Desire " flies invisible over the city and only the eyes of the dream can see him). Sometimes are nightmares and fears to emerge in alarming compositions, with the desire to escape from imaginary prisons. To face emptiness can be a difficult task and can generate suffering, it’s then good to do it with the mode of an horror vacui made of improbable flowers, which in the manner of an ex voto attend goddesses scenes, which are born in the water and which neutralize and enchain all monsters. These are characters on hold. Perhaps waiting for that moment between night and day: the dawn. It is then that the shadows appear to the dazed and motionless look, transported to another world in a still picture that stops time. One has to take off all colors, so attractive to the eye and so saturating for the look, to create a vacuum hosting the shadows at dawn, colorless gray silhouettes. Memories surfacing in a slow procession. In the impalpable silence, even the Styx’s water suspended light tremors and vortex. They are weightless bodies, wandering souls who as a Greek chorus announce and comment on a tragedy of which they are spectators and actors: the appearance of the black shadow, seeming a castrating threat to be accepted, should not be back stronger and to disturb the sleep. She will not be alone. To keep her company, and maybe guardians of danger, will be the friendly shadows: the spirits at dawn. It’s then that the fleeting spirit placates so that the look can fearlessly contemplate the beginning and the end of all things, and finally make that journey into the unknown world of Hades which poets always attempted with reassuring myths and that the art of Nicoletta Veronesi transforms into flights aware of that reality which is life and poetry.

                                                           Mimma Pasqua

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