Nicoletta Veronesi:Testo introduttivo sul mio lavoro - nicoletta veronesi

l mio lavoro é uno stato dell'essere. Mentre lavoro c'è una sospensione del tempo e succede in un luogo mentale che esiste ma che per vederlo non bisogna pensare. Fra me e questo uomo nero e questi droni c'è la casualità di incontrarsi a metà strada, fra il conosciuto e lo sconosciuto, il trait d'union è una musica sottile che come esalazione di fumi porta dall'uno all'altro. La tecnica, la dimensione, l'immagine, sono veicoli dell'ispirazione e variano a seconda del momento o del luogo, scaturiscono spesso da una necessità di esplorazione e di voler mettere nero su bianco, per concretizzare un pensiero di cui ancora non si sappia la forma. Questo mio lavoro recente è un lavoro sull'inconscio, personale e collettivo. Le figure sono trasparenti, un po' oscure, è difficile intravederne le fattezze. I contorni sono delineati dal combaciare del vuoto col pieno, da quella linea che contiene le energie, dallo scambio fra presenza ed assenza, fra materiale e etereo, ed anche fra le origini e la maturità. La frenesia della creazione è una necessità dell'essere e quindi come tale la si compie, come tutte le altre necessità vitali. Quello che viene dopo non si sa, non ci appartiene più. La seconda metà del lavoro è nelle mani di chi lo guarda, e a questo punto io mi devo ritirare: quindi lo lascio a voi e spero che continui a vivere.

Grazie

Nicoletta Veronesi  (Milano, 2016)


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